Arredi lignei in stile neogotico del Museo Farmacia Mazzolini Giuseppucci a Fabriano

GLI ARREDI LIGNEI

UN CAPOLAVORO DI EBANISTERIA

Gli arredi lignei dell’antica Farmacia Mazzolini Giuseppucci a Fabriano rappresentano un unicum nel panorama delle farmacie storiche: gli intagli che ricoprono l’intera superficie, dalla porta d’ingresso al bancone e dalle pareti al soffitto senza soluzione di continuità, non sono solo un indiscusso capolavoro del neogotico italiano, ma racchiudono anche il ciclo iconografico più ambizioso tra le farmacie storiche conosciute.

Qui si è infatti voluto erigere un tempio alla scienza sperimentale e alla professione del farmacista e, perché lo spazio fosse sfruttato al meglio, la complessa rappresentazione si è sviluppata al di sopra degli eleganti armadi di foggia gotica e sapore perugino, su tre livelli perfettamente integrati.

In due ambienti divisi da un maestoso arco decorato, si snoda la storia delle più importanti conquiste della scienza sperimentale, rappresentate in chiave allegorica, e se ne celebrano i fautori, attraverso venticinque ritratti eseguiti dall’artista e dalla sua bottega con una perizia tale da portare l’artigianato artistico agli onori dell’arte.

Arredo ligneo in stile neogotico del Museo Farmacia Mazzolini Giuseppucci a Fabriano
APPROFONDIMENTI

In un primo livello sormontano le cuspidi degli armadi quindici busti a tutto tondo, in cui sono effigiati i più illustri protagonisti internazionali delle recenti scoperte scientifiche nei diversi ambiti della chimica, della fisica e della biologia (in ordine alfabetico troviamo a questo livello i volti di Amedeo Avogadro, Claude-Louis Berthollet, Stanislao Cannizzaro, Humphry Davy, Michael Faraday, Benjamin Franklin, Antoine-Laurent Lavoisier, Philipp Eduard Anton von Lenard, Raffaele Piria, Arnaldo Piutti, Sebastiano Purgotti, Victor Regnault, Wilhelm Konrad Röntgen, Francesco Selmi, Alessandro Volta).

Sulle volte a crociera del soffitto ribassato, in tondi scolpiti a basso rilievo, troviamo dieci celebri medici e farmacisti. La loro posizione è simbolica: molti di loro richiedevano infatti allo Stato italiano l’istituzione di un corso di laurea specifico per la disciplina farmaceutica, all’epoca ancora subordinata alle facoltà di Chimica e Medicina (in ordine alfabetico troviamo a questo livello i volti di Pietro Albertoni, Giovanni Campani, Arnaldo Cantani, August Wilhelm von Hofmann, Mathieu-Joseph-Bonaventura Orfila, Giuseppe Orosi, Silvio Plevani, Nestore Prota Giurleo, Francesco Ratti, Dioscoride Vitali).

A questi si aggiunge l’effige di Ermogaste Mazzolini, fieramente immortalato all’ingresso in un medaglione sormontato da un’aquila, in quello che è probabilmente un ritratto celebrativo post mortem.

Nelle lunette retrostanti gli armadi le suggestive figure scolpite nell’acero e nell’ebano tornano a raccontare le loro storie di esperimenti e scoperte, come quella dei Raggi X, avvenuta solo pochi mesi prima ad opera di Roentgen e qui rappresentata per la prima volta in un’opera d’arte. Al gusto neogotico si unisce l’eleganza neorinascimentale delle forme femminili in raffinate rappresentazioni allegoriche della Medicina, della Farmacia e di tutte le branche scientifiche da cui il farmacista attinge il suo complesso sapere. Un maestoso arco sormontato da altre figure femminili e un elegante bancone intagliato in ebano, dividono la zona aperta al pubblico da quella riservata al farmacista.

In una esplosione di ricchezza decorativa nulla viene trascurato e anche gli oggetti di pratico utilizzo diventano opere d’arte, come il sensuale portaombrelli (allegoria della Farmacia), il delfino fermaporta, il bancone, i cassettini con i nomi dei medici della città perfettamente inseriti nell’arredo.

Il motto galileiano Omnia in Pondere et Mensura, scolpito in un tondo sopra l’ingresso, fa da suggello alla narrazione.

Gallery

1896 SCIENZA E NATURA
MUSEO FARMACIA MAZZOLINI GIUSEPPUCCI
COSMESI E PRODOTTI NATURALI

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